Marry me, Marry me, così ha inizio una canzone di Annie Clark. Suona più come una supplica, che come una proposta di matrimonio. E malgrado l’apparenza, è diventato un tormentone ai matrimoni dei suoi fan. Questa tendenza non può che denotare un cambiamento. La cultura popolare penetra le vecchie tradizioni matrimoniali. Wagner, Mendelssohn e Schubert sono presto messi a tacere.
Questo non solo per quanto riguarda la musica. Seguendo una tradizione tipicamente americana, il matrimonio oggi predilige le località suggestive. Se gli sposi non amano sposarsi su spiagge caraibiche, a quel punto, il vecchio mondo è la meta prediletta. Che siano ville rinascimentali, borghi medievali, castelli di epoca Tudor o semplici masserie provenzali, l’importante è l’atmosfera che si crea. L’allure del tempo che passa senza lasciare alcuna traccia.
Lo stesso rito liturgico piace di più se forestiero ed esotico. Ecco che l’iconografia delle diverse tradizioni si mescolano. Ghirlande al collo, oggetti di buon augurio, fiori d’arancio e specchi adagiati a terra. Tutto ormai contribuisce a dar luogo al matrimonio da favola. E di favola si tratta, le cosiddette agenzie di wedding planner – che in questo caso assurgono a favolisti - si moltiplicano a vista d’occhio. Queste non solo dettano legge sulle tendenze che accompagnano la promessa di matrimonio, ma organizzano corsi di aggiornamento ai neo-assunti per imparare i segreti del mestieri, dove puntualità organizzativa e romanticismo creano un connubio perfetto.
Tags:matrimonio, wedding planners


